Quando Tivoli Era Bagnata Dal Mare E Abitata Da Elefanti

La vela di Calatrava, la chiesa di San Vittorino e (a volte) la cupola di San Pietro. Sono tutte cose che possiamo riuscire a vedere se ci affacciassimo ora dalla Panoramica di piazza Garibaldi. Salvo rarissime eccezioni, magari in certe giornate limpide e con un cielo cristallino, da Tivoli non è possibile vedere in lontananza il mare.
C’è stato un periodo, però, in cui il mare bagnava Tivoli.
Incredibile, vero?
E invece milioni di anni fa, se ci si affacciava dallo stesso punto sopracitato nella panoramica di piazza Garibaldi, i nostri piedi sarebbero stati bagnati dalle onde del mare. Ebbene sì.

Come era Tivoli milioni di anni fa

Se pensiamo di tornare indietro di ben 4 milioni di anni possiamo sentire il rumore delle onde del mare, da dove oggi c’è l’alberone di Tivoli.
Possiamo sentire il sapore della salsedine sulla nostra pelle se ci trovassimo dove ora sono le fontane di piazza Garibaldi.

4 milioni di anni fa il livello del mare era di 200 metri più alto rispetto ad oggi e le terre dove oggi risiedono Villa Adriana, Tivoli Terme, Campolimpido erano il fondale marino. La stessa area di estrazione del Travertino si trovava immersa nelle acque del mare.

Il clima era torrido e, per forza di cose, sia la fauna sia la flora erano completamente diverse.
Tra gli animali che, secondo le teorie, abitavano un tempo la zona di Tivoli vi era il tapiro, che non era molto diverso dal suo discendente odierno.

Che animali abitavano Tivoli milioni di anni fa?

Oltre al tapiro vi era anche un particolare tipo di elefante.
Un elefante primitivo: il deinoterio.
Un animale enorme alto più di 4 metri, pesante più di 10 tonnellate.

Deinoterio – raffigurazione di Dmitry Bogdanov


Simile ai suoi discendenti, ma con una differenza fondamentale che gli valse il soprannome di “bestia terribile”: le due zanne non partivano dalla parte superiore della mandibola, ma dalla parte inferiore e formavano, quindi, una devastante arma da battaglia.

Le condizioni di vita cambiano, però, nel giro di alcuni milioni di anni.
La piana tiburtina, anno dopo anno, riaffiorò dalle acque e per questo elefante primitivo non ci sono più le condizioni per vivere.
Il clima cambiò drasticamente e se in questo viaggio ipotetico nel tempo arriviamo al 10mila a.C, potremmo constatare come sia la flora che la fauna sono completamente cambiate.

L’ambiente cambia, arriva un nuovo animale ad abitare la piana tiburtina

Da questo periodo sino ai giorni nostri, la zona tiburtina sarà abitata da cervi, lupi, cinghiali e caprioli, ma non solo.
Queste nuove condizioni climatiche e ambientali sono perfette per l’arrivo di un altro animale: l’uomo.  

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