4 Ville Antiche Di Tivoli Che (Forse) Non Conoscevi

Le Ville antiche di Tivoli

Non solo Villa d’Este e Villa Adriana. Dovunque ti giri, Tivoli nasconde un patrimonio culturale inestimabile. Ne sono una rappresentazione lampante le ville antiche meno conosciute, più nascoste, anche perché conservate peggio. Non per questo, però, meno importanti o caratteristiche.
In questo articolo ne presenteremo 4, ma non è un elenco esaustivo. Ce ne sono molte altre che affronteremo più avanti.

1) Villa di Quintilio Varo

La villa di Quintilio Varo sorge presso la chiesa dei Cappuccini dedicata alla Madonna di Quintiliolo. È la seconda per estensione nel territorio tiburtino. Si estende per quasi 6 ettari di terra, e ha una splendida vista su Santuario di Ercole Vincitore e sulla città.

La Villa presenta varie fasi costruttive. Il segno più antico risale alla fine della Repubblica e il più recente circa al II sec. d.C.
Nella prima fase di costruzione vennero innalzate le due platee rettangolari. Nella seconda, in età imperiale, la villa viene ampliata.

Resti della villa di Quintilio Varo

Si pensa che la Villa sia appartenuta a Quintilio Varo, detto Cremonese, poeta e critico letterario latino morto nel 24 a.C. A lui si attribuisce anche la città di Varia, oggi chiamata Vicovaro.

La villa sarebbe poi passata in eredità a Publio Quintilio Varo, un personaggio famoso per il suo ruolo in una delle più grandi sconfitte militari subite dai Romani: Teutoburgo.

La villa fu costruita anche con un tipo particolare di pietra. Più precisamente, questa breccia, chiamata poi anche “Breccia di Tivoli” venne usata nei rivestimenti della villa.

2) Le ville antiche di Tivoli: la villa di Manlio Vopisco

Se avete visitato Villa Gregoriana allora probabilmente la conoscete. La Villa di Manlio Vopisco, infatti, è inglobata completamente nella villa più verde di Tivoli. È forse la villa antica più facilmente visitabile tra le quattro. Basta infatti acquistare un biglietto per il Parco di Villa Gregoriana per visitarla e addentrarsi dentro la sua struttura.

Publio Manlio Vopisco fu console di Roma (all’incirca nel 114 d.C) e scelse Tivoli come luogo di residenza. La scelta fu anche influenzata dalla vicina presenza dei templi dell’Acropoli tiburtina.

foto da VisitTivoli.eu

Durante i lavori di costruzione del Parco, per deviare il corso del fiume e salvare l’abitato della città dalle future alluvioni, vennero recuperati i resti di questa villa. Gli scavi del 1835 hanno quindi permesso il ripristino dei ruderi di questa domus, che già dall’ inizio del III secolo d.C non fu più abitata.

3) Villa di Cassio

Sulla strada di Pomata, all’altezza del primo km, vi è un’altra villa. Si tratta della Villa di Cassio, visibile anche dalla strada San Vittorino. Il sito dei Musei Vaticani, dove sono conservati molti reperti trovati nell’abitazione, afferma che la villa è erroneamente attribuita a Caio Cassio, promotore della congiura contro Cesare.

Purtroppo, qualche anno fa, in seguito alle prolungate piogge, uno dei terrapieni artificiali (quello della terrazza di mezzo) è crollato, privando la villa di un’opera notevole.

Scarsi sono i vani visibili, di cui qualcuno conserva ancora tracce della decorazione della volta a botte. Circa il periodo in cui fu costruita, lo studio della tecnica edilizia, confortato da altre considerazioni, indicherebbe tre fasi costruttive molto ravvicinate fra loro, tra la fine della repubblica e gli inizi dell’impero.

4) Le ville antiche di Tivoli: la Villa di Bruto

La Villa di Bruto, di epoca tardo repubblicana, risale al I sec. A. C.
Ben visibile salendo lungo la via Tiburtina, si trova subito dopo la curva del Regresso.

foto da Antica Villa di Bruto B&B

La sua caratteristica è quella di presentare lunghi e doppi criptoportici laterali attorno ad un corpo centrale composto da numerosi ed ampi ambienti.

La sua struttura poggia su tre terrazze e copre nel complesso un’area rettangolare di 180 m di lunghezza e 100 di larghezza.

Riguardo all’identificazione dell’antico proprietario, gli archeologi propendono per l’ipotesi, confermata anche da Cicerone, che sia appartenuta al giureconsulto Marco Bruto, padre di Marco Bruto Oratore e quindi ascendente di quel Bruto che cospirò contro Giulio Cesare.

Ricostruzione del Rossini della Villa di Bruto

Ci racconta Cicerone che la villa fu venduta da Marco Bruto Oratore. Questo potrebbe farci intuire che non arrivò mai in eredità al Bruto assassino di Cesare.

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